News

Sap e General Electric si alleano: IoT industriale

L’accordo annunciato in questi giorni tra  General Electric e Sap guarda all’ IoT industriale .

Riguarda un intesa tecnologica che vede le due aziende condividere l’una la propria Sap Hana Cloud Platform e l’altra il proprio sistema operativo Predix, la piattaforma per la raccolta di tutti i dati dalle macchine industriali, a cui si aggiungono anche diversi elementi di collaborazione nell’ambito dell’asset management.

Industrial IoT:  si comincia da oil & gas

Il primo settore selezionato verso il quale General Electric e  Sap orienteranno i propri sforzi comuni è quello dell’oil and gas: infatti l’idea è quella di condividere le informazioni e i dati lungo le filiere di tutti i processi, una visione definita da entrambe le aziende “Things to Outcome”, cioè “dalle cose ai risultati”.
Entrambe le società fanno parte dell’Industrial Internet Consortium (IIC), la rete internazionale di università e di aziende , che s’impegna a coordinare e fissare le tecnologie abilitanti dell’Industrial Internet e le priorità in tutti i settori, incluso il manufacturing.
Ricordiamo fra l’altro che nel mese di luglio su Predix, General Electric ha stipulato una importante collaborazione con Microsoft, in modo da utilizzare Azure per l’abilitazione in cloud della piattaforma. L’accordo con Sap sarebbe dunque complementare a quello esistente con Microsoft.

Download fino a 5 Gbps col Modem 5G Snapdragon X50

5G-1024x482

Si chiama Snapdragon X50 il modem 5G presentato da Qualcomm, i primi modelli saranno realizzati a metà del 2017 e disponibili all’inizio del 2018. Il banco di prova per questa nuova tecnologia in 5G, sarà durante le Olimpiadi Invernali del 2018 che si terranno in Corea del Sud.

Progettato per lavorare in principio solo a onde millimetriche il modem consente la Carrier Aggregation 8×100 MHz, che permetterà l’accesso a 800 MHz invece degli attuali 80 MHz del modem LTE Snapdragon X16. Tutta questa larghezza di banda extra dovrebbe garantire una velocità teorica di download fino a 5 Gbps.

Purtroppo l’uso di lunghezze d’onda elevate ha un lato negativo, ossia la loro limitata espansione e copertura. Qualcomm ha il proposito di limitare questi problemi usando tante piccole antenne Multiple-Input Multiple-Output e tecnologie adaptive beamforming ebeam tracking, avvalendosi principalmente del rimbalzo del segnale sulle superfici per aumentare cosi la copertura e aggirare angoli e ostacoli. Secondo Qualcomm, grazie alle dimensioni inferiori, è possibile usare un insieme di 16, 24 o 32 antenne 5G al posto di un’antenna 4G.

Il modem 5G di Qualcomm sarà abbinato a due nuovi ricetrasmettitori a onda millimetrica SDR051 e un chip di gestione energetica PMX50 per supportare soluzioni wireless fisse o futuri dispositivi mobile.

Siccome supporta solo frequenze in onda millimetrica, il modem deve essere abbinato a un chip LTE supplementare per garantire voce e upload dati, e per consentire a seconda della copertura il passaggio senza problemi tra reti 4G e 5G. In sostanza il modem non sarà integrato in un chip Qualcomm e quindi i primi terminali 5G potrebbero avere due modem per la connettività.

Ovviamente l’obiettivo finale di Qualcomm è quello di integrare il modem 5G direttamente nei processori Snapdragon e consentire quindi un passaggio naturale tra le varie tecnologie di rete. Chiaramente prima per arrivare a quel punto e quindi considerare le reti 5G come soluzioni di riferimento ci sarà molta strada da fare.

[Tutorial] Scopri come velocizzare Edge su Windows 10

Ultimamente Microsoft ha inserito una nuova opzione chiamata TCP Fast Open, la quale diminuisce il tempo di caricamento di una pagina web di una percentuale che da dal 10 e arriva al 40%, in base al device utilizzato. TCP Fast Open è un’estensione del protocollo TCP che permette lo scambio di dati durante l’handshake introduttivo del TCP:  abilitando questo protocollo si può quindi velocizzare la navigazione.
Di seguito le istruzioni:
  1. Apri una nuova scheda su Microsoft Edge e digita “about:flags” nella barra degli indirizzi e premi “Invio”;
  2. Scorri l’elenco ed individua la sezione “Rete”: metti il segno della spunta sulla voce “Abilita TCP Fast Open” e  poi su ;

 

come velocizzare edge

Grazie a questa prima modifica potrai navigare più velocemente: essa permette infatti di poter elaborare più richieste contemporaneamente al sito web in apertura, accorciando in questo modo i tempi di circa il 40% (ovviamente linea ADSL permettendo),  mentre con la seconda avrai abilitato così il supporto al nuovo Codec Video.

Da sottolineare infine che tutto questo è funzionante unicamente con la versione di Windows 10 Anniversay Update.

Attacco DDoS ai DNS: cosa è accaduto e cosa c’è da conoscere

Ecco cosa è accaduto durante il pomeriggio di venerdì 21 Ottobre 2016 : parecchi tra i più famosi servizi Internet e siti, da Spotify a Twitter, da New York Times a Financial Times, da Reddit a eBay, per alcune ore sono risultati irraggiungibili a causa di un compatto attacco di modello DDoS (Distributed Denial of Service) carico di Dyn, società americana che gestisce i DNS, dando servizi di analisi del traffico in tempo reale .

Tale attacco è stato concepito mandando milioni di richieste contemporaneamente, in modo da generare un sovraccarico difficilissimo da gestire, che ha quindi consumato le risorse del sistema. Tutto ciò è stato possibile utilizzando una botnet formata non solo da personal computer, ma anche da periferiche e da quell’ infinità di apparati connessi alla rete e non correttamente protetti.

Server DNS sotto attacco, non un sito

A differenza di molti altri attacchi DDoS di cui negli anni passati abbiamo avuto già modo di parlare, la grande differenza è che in questo caso si va ad intaccare la società che gestisce i DNS e non il singolo sito: in questo modo chi ha perpetrato l’attacco ha avuto la sicurezza di una pervasività notevolmente maggiore.

Due lezioni da imparare, tra ridondanza e IoT

Da quanto è successo ci sono però almeno un paio di lezioni da cui imparare.
La prima è che l’argomento della sicurezza nell’ambito IoT non è giustamente trattato.
La seconda, più concreta, è che al giorno d’oggi è sempre più necessario avere una infrastruttura ridondante: di certo non è un caso che i siti che non hanno subito interruzioni del servizio i siti che di fianco ai server DNS di Dyn ne hanno associato altri gestiti da altri provider.

Da quanto accaduto ci sono tuttavia almeno un paio di lezioni da trarre.
La prima è che il tema della sicurezza nell’ambito IoT non è adeguatamente affrontata.
La seconda, più concreta, è che al giorno d’oggi è necessario dotarsi di una infrastruttura ridondante: basti pensare che i siti dove i server DNS di Dyn erano implementati con altri gestiti da altri provider non hanno avuto alcuna interruzioni del servizio.

È palese che questo aggiunge costi e complessità, ma alla luce dell’attacco sopra menzionato è evidente che ora la diversità architetturale e geografica diventa un’opzione irrinunciabile.

Il parere di Akamai, che ha lavorato con Dyn per risolvere quanto è successo, è che è più facile pensare alla ridondanza che a rendere concretamente protetto tutto quanto ruota attorno all’ IoT . Termostati, webcam, e persino i baby-monitor (apparecchi di sorveglianza da remoto per neonati ), sono tutti apparati connessi alla rete ai quali non sono state installate alcune protezioni, fosse anche solo una password per l’accesso.
Quindi, visto che questo tipo di attacchi è diventato il “new normal”, è necessario che le aziende inizino ad adoperarsi per rispondervi nel modo adeguato.

Buon compleanno WEB

 

Il 23 agosto 1991 è una data storica, Il WWW (world wide web) fu messo a disposizione di tutti coloro che avevano accesso ad internet.

Il padre fondatore del web, colui che lo ha concepito e ideato é Tim Berners-Lee, uno scienziato britannico che lavorava al CERN, (il laboratorio europeo di ricerca sulla fisica e sull’universo di Ginevra).

Il web è stato originariamente concepito e sviluppato per accontentare la domanda di automatico scambio di informazioni tra gli scienziati delle università e istituti di tutto il mondo.

Il primo sito web al CERN, e nel mondo, è stato dedicato al World Wide Web project. Il sito descrive le caratteristiche di base del web, come accedere ai documenti e come impostare il proprio server. La pagina è tutt’ora disponibile sul sito del CERN:

http://line-mode.cern.ch/www/hypertext/WWW/TheProject.html 

Leggere questa pagina è come fare un tuffo nel passato fatto di terminali a fosfori verdi ed editor di quei tempi.

Ma è stato il 9 dicembre 1991 che Al Gore, all’epoca senatore Usa, emanò l‘HPCA, High-performance Computing Act, la legge che portò, tra l’altro, alla diffusione di internet alle masse togliendo il diritto esclusivo al mondo universitario e militare.

In poche parole se quest’anno festeggiamo i 25 anni di web alla portata di tutti dobbiamo sicuramente ringraziare il suo inventore Tim Berners-Lee e il Gore bills per la sua diffusione.

Attacchi informatici, focalizziamoci sull’ application security

Grazie ad uno studio realizzato da AIPSI e sostenuto da F5 Networks, l’Osservatorio sugli Attacchi Digitali ha riscontrato che In Italia, la sicurezza digitale delle aziende è un problema per l’80 per cento di tipo organizzativo, e solo per il restante 20 per cento di tipo tecnico”.

Per sensibilizzare il nostro Paese all’application security, Information Systems Security Association International (ISSA) col contributo di Malabo e Nextvalue ha stilato un rapporto di pagine 130 abbandonando la passata definizione Osservatorio Attacchi Informatici adoperata dal 2009.

Marco Bozzetti presidente dell AIPSI evidenzia che da una ricerca operata via Web, dei 288 responsabili della sicurezza informatica e dei sistemi informativi di aziende di varia dimensione e settore merceologico e di enti Pubblici «solo il 21 per cento ha implementato sistemi per il ripristino o per contenere i blackout energetici, che in Italia sono un problema tutt’altro che trascurabile»

L’Osservatorio sopra citato ha dichiarato inoltre che, a fronte di un 50 % del campione che afferma di avere sistemi di protezione relativamente sicuri e ad alta affidabilità, le misure di sicurezza in realtà sono «limitate all’uso di firewall applicativi e di reverse proxy».

Anche per quanto concerne la protezione dell’informazione la situazione è critica, visto che «solo la fascia medio-alta dell’utenza fa relativamente bene un po’ di backup, mentre per qualsiasi attività di homebanking meno del 50 per cento utilizza la crittografia dei dati in transito» ribadisce l’Osservatorio.

Nano-imprese al sicuro dai cyber attack ?

Nonostante un campione d’interpellati differente rilevato nelle sei edizioni dell’Osservatorio, due conferme emergono lampanti «La prima è una media sotto il 40 per cento degli attacchi rilevati in un panorama imprenditoriale italiano costituito, secondo l’Istat, da sei milioni di Partite Iva e da poco più di 3.600 aziende sopra i 250 dipendenti. Da qui – prosegue Bozzetti –, la fotografia di un Paese di nano-imprese poco di appeal per gli hacker che vogliono perpetrare una frode economica o fregiarsi di aver violato la sicurezza It di realtà riconosciute a livello internazionale».

La seconda conferma è che dal 2010 ad oggi, la tipologia di attacchi maggiormente frequenti vedono al primo posto i malware, col 78,4 % dei rispondenti, seguiti poi da tecniche di social engineering 71,9 %, il furto dei dispositivi Ict  è al 34% e infine la saturazione delle risorse è al 29,4%.

Workshop gratuito “Privacy, Cybersecurity e dati sanitari: la tua azienda è al sicuro?”

Injoin prosegue nell’organizzazione di eventi, incontri e seminari formativi dedicati alla formazione di alto livello in ambito ICT, coinvolgendo brand ed esperti di ambiti specifici. Il 22 settembre 2016 si svolgerà un workshop gratuito dedicato alla sicurezza dei dati in ambito sanità.

Il settore Healthcare infatti è il più colpito, con un’azienda su 4 che subisce un attacco informatico, mettendo a rischio i dati dei pazienti.

CryptoWall, TeslaCrypt, Locky e PETYA: basta una semplice mail, e questi codici maligni sono in grado di infettare un computer e le risorse di rete a cui è connesso, compromettendo la sicurezza dei dati dell’intera clinica, ospedale o casa di cura.

Durante il workshop gratuito che si terrà il  22 settembre a Milano alle ore 10:00, alcuni esperti risponderanno a queste domande:

-> Cosa sta succedendo?

-> Perché i dati sanitari (e le aziende) sono fra i più colpiti?

-> È possibile proteggersi?

-> L’evoluzione della normativa europea sulla privacy impone alle aziende di sottoporsi ad alcuni standard: la tua azienda è aggiornata a questo regolamento? È al sicuro dagli attacchi informatici?

L’incontro della durata di circa 3 ore è un momento di alta formazione gratuita dove Gianluca Vadruccio, esperto di cyber security e responsabile sicurezza di Expo Milano e del Policlinico di Milano, illustrerà perché le aziende sanitarie sono pesantemente sotto attacco e quali rischi si corrono, anche in virtù dell’evoluzione della normativa europea sulla privacy. In particolare questo secondo tema sarà approfondito da Chiara Delaini, consulente ed esperta di privacy.

A seguire gli esperti saranno inoltre disponibili per approfondimenti informali durante un cocktail conviviale.

Per partecipare al Workshop gratuito “Privacy e dati sanitari: la tua azienda è al sicuro?” basta iscriversi compilando il form qui di seguito (l’indirizzo esatto sarà comunicato via e-mail 10 giorni prima dell’evento, scelto a seconda del numero di adesioni):

I campi con l'asterisco * sono obbligatori.

EVENTO: Tocca il Cloud con un dito

EVENTO: TOCCA IL CLOUD CON UN DITO

Il 26 maggio 2016 Injoin organizza un’esperienza formativa di alto livello in collaborazione con Cisco e Brennercom, dal titolo “Tocca il Cloud con un Dito” dedicata agli ICT manager italiani.

Il cloud come elemento strategico in azienda

Sempre più infatti l’utilizzo di soluzioni cloud avanzate può contribuire ad incrementare la competitività aziendale: per raggiungere questo importante obiettivo gli ICT manager devono padroneggiare skills tecnologici e progettuali specifici.

Durante l’evento due importanti protagonisti del cambiamento in Italia nel Cloud computing, Cisco e Brennercom,  delineando lo scenario evolutivo del settore.

Injoin ha scelto una formula smart di evento: un’occasione di approfondimento del cloud come elemento strategico in azienda, e la definizione di Cloud strategy e bi-modal IT.

A conclusione dell’evento è prevista la visita al Datacenter di Brennercom.

Save the date

L’adesione all’evento è gratuita e l’invito è aperto agli ICT manager di aziende italiane. Per maggiori informazioni: agenda evento e iscrizioni.

Organizzatori

 injoin cisco cloud reseller  logo injointocca il cloud con un dito - evento Injoin

 

evento cloud Injoin

Registrazione richiesta materiali evento 26 maggio

Richiesta materiali evento “Tocca il cloud con un dito”

Non puoi partecipare all’evento del 26 maggio? Abbiamo pensato anche a te: compila il form qui sotto con i tuoi dati e ti invieremo le slide di presentazione dei relatori nei giorni successivi all’evento.

executive-IT ritagliatoTra tutte le richieste di materiale pervenute estrarremo inoltre 5 abbonamenti alla rivista Executive.It: un ulteriore modo per contribuire alla divulgazione dell’innovazione e del sapere nel mondo IT, e un motivo in più per richiedere i materiali dell’evento.

 

Richiesta slide dei relatori:

 

I campi con l'asterisco * sono obbligatori.