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Evento Cloud4GDPR : Cloud Services e GDPR

EVENTO: Cloud4GDPR

Injoin in collaborazione con Brennercom è lieta di presentare un nuovo evento formativo dal titolo ““Cloud4GDPR”, convegno dedicato ad aziende private e pubbliche utenti finali che trattano dati personali.

Infrastructure and Disaster Recovery as a Service e applicazioni del Regolamento Europeo Generale sulla Protezione dei Dati

Oggetto dell’incontro sarà l’importanza dei servizi Cloud in relazione alla protezione dei dati aziendali, ed il ruolo di un system integrator come Injoin nel facilitare la migrazione dell’infrastruttura IT verso il cloud, il tutto in funzione della nuova normativa europea sulla privacy (GDPR).

Nel corso dell’evento, che si terrà l’11 Maggio a Milano, il personale formativo risponderà a queste ed altre domande:

  1. GDPR: quali sono i nuovi obblighi per i titolari del trattamento dei dati?
  2. – Quali gli impatti per i fornitori di soluzioni per la Sicurezza dei dati?
  3. – Quali i riflessi e i nuovi adempimenti da ottemperare per chi utilizza servizi Cloud infrastrutturali e di Disaster Recovery?
  4. – Quali sono gli elementi (tecnologici e contrattuali) per valutare la qualità del servizio offerto da un Cloud provider?

A conclusione dell’incontro è prevista un’estrazione dei premi e un pranzo a buffet, durante il quale gli esperti rimarranno a disposizione per approfondimenti informali sul tema.

Save the date

L’adesione all’evento è gratuita previa registrazione. Per maggiori informazioni: agenda evento e iscrizioni.

Organizzatori

 

     

IoT fondamentale per il 70% dei retailer

Grazie al sondaggio “2017 Retail Vision Study” commissionato da Zebra Technologies, che ha studiato i nuovi trend tecnologici che stanno delineando il futuro della grande distribuzione e che stanno rinnovando la modalità di acquisto; è emerso che,  entro il 2021, le smart technology doteranno i retailer con nuovi livelli di velocità, convenienza e personalizzazione.

Lo studio ha svelato che sette su dieci dei decision-maker interpellati è preparato al cambiamento e ad accogliere l’Internet of Things (IoT).

Il 65% annuncia di voler investire, entro il 2021, in tecnologie destinate alla gestione della localizzazione dei prodotti all’interno del  punto vendita e ad automatizzare la gestione dell’intero inventario.

L’aumento crescente dello shopping online costringerà i rivenditori, per fidelizzare i clienti, a fornire livelli di convenienza come mai successo prima. Infatti, entro il 2021, il 65% dei retailer prevede intraprendere innovativi servizi di spedizione, come la consegna a casa, sul luogo di lavoro e addirittura alle automobili parcheggiate. Inoltre, quasi l’80% dei rivenditori potrà adattare la visita del negozio per il singolo cliente, alla luce del fatto che la maggior parte di loro saprà quando effettivamente un cliente sarà nel negozio. Tutto ciò sarà possibile grazie alle tecnologie come la micro-locationing, che permette ai retailer di procurarsi statistiche dei clienti e dati più precisi.

 

Oltre a tutto ciò, i rivenditori stanno provando a creare una customer experience priva d’interruzioni, il 78% che afferma che è molto importante, o addirittura d’ importanza cruciale, integrare le esperienze in-store con quelle e-commerce.

Per sveltire la fila alla cassa, i retailer stanno pianificando di investire in chioschi interattivi, tablet e dispositivi mobili, in modo da aumentare le diverse modalità di pagamentoEntro il 2021, l’87% dei retailer adopererà i dispositivi di  mobile point of sale (MPOS), dando la possibilità a tutti, all’interno del negozio, di scansionare e di accettare i pagamenti con i bancomat e le carte di credito.

Anche la gestione dei big data, oltre all’IoT , è considerata importante, se non addirittura fondamentale, per tutte le svariate operazioni (73% degli intervistati)

Il 75% dei rivenditori, entro il 2021, si aspetta di investire in statistiche predittive e software analytic per la prevenzione delle perdite e l’ottimizzazione dei prezzi, congiuntamente a video ed informazioni fotografiche in modo da migliorare globalmente la customer experience.

Il 57% dei retailer è convinto che l’automazione configurerà il settore entro il 2021, aiutando i commercianti a monitorare l’inventario, a preparare e spedire gli ordini, a controllare lo stato delle giacenze in negozio aiutando così i clienti a trovare più facilmente i prodotti.

Secondo gli intervistati nella zona Emea la fonte più comune di insoddisfazione da parte dei clienti è l’esaurimento di un articolo (53%), la disponibilità dello medesimo prodotto in un altro punto vendita ad un prezzo inferiore (46%) e il non trovare il prodotto desiderato (40%). I rivenditori perciò, grazie all’automazione, ai sensori e ad analytics stanno progettando di rimpostare la catena di rifornimento con la visibilità in real time .

Mentre per il 2021, il 92% dei rivenditori prevede di offrire un servizio Click & Collect, all’incirca il doppio rispetto al 50% odierno.

In Europa attualmente, il 36% dei retailer è in grado di sapere quando specifici clienti si spostano internamente al negozio, ma entro il 2021 questa percentuale è destinata a raddoppiare.

Umbrella la cloud security di Cisco

Cisco presenta Umbrella un Secure Internet Gateway (SIG) che fornisce sicurezza direttamente dal cloud assicurando protezione agli utenti anche quando lavorano al di fuori dei confini delle reti aziendali.

Sono due constatazioni diverse quelle che hanno portato alla creazione di Cisco Umbrella e che impattano ugualmente sulla sicurezza aziendale: la prima è che spesso chi si serve di soluzioni gateway on premise riscontra problemi di latenza e di complessità, la seconda è che molti utenti non utilizzano le VPN fornite dalle loro aziende, scegliendo di collegarsi direttamente a Internet

Cisco Umbrella, la difesa oltre i confini

La soluzione ideata da Cisco è un Secure Internet Gateway che ha la funzione di “rampa” (questa è la definizione fornita proprio dalla società stessa) per la connessione protetta e sicura a Internet, assicurando nel contempo protezione e visibilità, a prescindere dal luogo in cui il dipendente si collega e dal dispositivo utilizzato. L’idea cardine di Cisco Umbrella è quella di fornire una soluzione in grado assicurare  nuovi livelli di protezione fuori e dentro le reti aziendali, implementando così un’idea di rete decentrata che si abbina al crescente utilizzo del cloud.

 

Una piattaforma sicura e protetta

Tecnicamente trattasi di una piattaforma di sicurezza che arresta le  minacce verso tutti i protocolli e le porte e che blocca l’accesso a IP, domini, URL e file nocivi ancor prima che avvenga la connessione internet o il download di un file, direttamente in cloud, senza alcun bisogno di aggiornare software o installare hardware.
In abbinamento alla tecnologia Cisco Cloudlock’s Cloud Access Security Broker, è possibile riconoscere che tipo di applicazioni SaaS si stanno al momento utilizzando, bloccando così quelle inappropriate o rischiose.

Può risolvere giornalmente 100 miliardi di richieste Internet, collegando i dati con 11 miliardi e più di eventi passati. Utilizza modelli di machine learning per l’individuazione di minacce emergenti, Cisco Thalo Threat Intelligence per arrestare URL maligne e Cisco Advanced Malware Protection.
Utilizza il routing Anycast per assicurare velocità nelle connessioni e si integra con tutte le appliance di sicurezza ed i sistemi.

 

Juniper Networks per i datacenter multi cloud con Unite Cloud

Si chiama Unite Cloud , è contenuto nell’architettura enterprise Juniper Networks Unite e completa le già precedenti soluzioni  Unite Cloud-Enabled Branch e Unite Campus , il nuovo avanzato framework per datacenter ideato per offrire scalabilità e automazione avanzate per la gestione e creazione di ambienti ibridi multi cloud.

A dare automazione avanzata se ne occupa Network Director 3.0, l’ultima release del tool per la gestione dei datacenter di Juniper che, con l’implementazione di analytics, permette di visualizzare e configurare più datacenter attraverso un unico pannello, insieme a nuove feature.

Scalabilità per la nuova generazione di datacenter

Ideato per diminuire l’intero costo di possesso ampliando il ritorno a lunga scadenza dell’investimento, Unite Cloud comprende sia l’innovativo switch per datacenter Juniper Networks QFX5110 sia la nuova applicazione di gestione Junos Space Network Director , in modo da  offrire una scalabilità in relazione all’ampiezza di banda richiesta e livelli elevati di automazione senza dover cambiare l’infrastruttura di rete.

Deployment più veloce

I molteplici servizi inclusi  nell’offerta Juniper Networks Contrail JumpStart ideata per assistere i clienti nel deployment del software Contrail Networking o Contrail Cloud Platform nei propri datacenter, consentono di aiutare le aziende che optano per Unite Cloud ad implementare a basso costo e rapidamente le tecnologie cloud che contraddistinguono i nuovi datacenter oltre all’utilizzo di svariate funzioni virtualizzate.
La nuova offerta prevede un approccio economico, pre testato e sperimentato all’attivazione della soluzione Software defined network di Juniper, assicurando ai clienti un percorso automatizzato e aperto al cloud.

Tutti possiamo essere hackerati : tra antivirus e password ecco come ci si può difendere

 

Ormai tutti i nostri computer sono a rischio intrusione, ma rimedi esistono e sono a disposizione di tutti.

Un malware è un programmino maligno che viene installato nel tuo pc e che consente a chi lo gestisce di spiare tutto quello che facciamo. Basti pensare che ad aprire la porta ai furfanti spesso siamo noi stessi, incoscienti dei rischi a cui andiamo incontro a prendere alla leggera gesti quotidiani. E se vengono hackerati presidenti della Bce e premier, i cui dispositivi sicuramente sono controllatissimi, cosa potrebbe mai succedere ai noi semplici cittadini? Gli strumenti per difendersi esistono e sono a disposizione di tutti.

PIN E PASSWORD

Usate password diverse e complesse per ogni tipo di servizio, composte da una diversa combinazione di numeri, minuscole e maiuscole. Un trucco? Potete scegliere una parola comune (ma niente nomi) che abbia un significato solo per voi e poi sostituite alcune lettere della stessa con un numero che le ricorda, ad esempio il 4 per la «a» e il 3 per la «e». Esistono anche, per i più smemorati, alcune servizi come Keypass o LastPass che consentono di salvare tutte le password in un posto sicuro. E’ sempre meglio però non mettere mai troppe informazioni: se inseriamo il nome della banca e subito dopo il pin, non ci vuole molto a capire di cosa stiamo parlando. E’ consigliabile salvarli in app criptate – come se fossero contatti telefonici, aggiungendo e qualche numero casuale dopo e un prefisso.

CHAT, EMAIL E LINK MALEVOLI

Che usiate Yahoo, Gmail o qualsiasi altro tipo di servizio, settate sempre i filtri antispam e affidatevi al vostro gestore in modo svolga il suo lavoro: se una mail si trova tra lo spam, quasi sicuramente è perché contiene un allegato o un link malevolo. In modo particolare se arriva da un vostro contatto, o perché il loro indirizzo è finito in una rubrica trafugata o perché il loro dispositivo è infetto. Attenzione inoltre ai messaggi privati sui social network come Facebook.

NAVIGAZIONE SU INTERNET

Navigate solo su siti già conosciuti e verificate sempre che l’indirizzo web sia scritto in modo esatto. Se usate dispositivi o pc non vostri, utilizzate sempre la modalità anonima o in incognito in modo da evitare di salvare dati personali. Fate particolare attenzione alle ricerche, in modo particolare se cercate file come serie TV o film in streaming: potreste navigare su siti non sicuri. Mai cliccare su un messaggio o un banner, soprattutto se vi avvertono che il telefono o il pc è infetto. Comunque non digitate mai le password se non siete sicuri di essere sul sito corretto.

SOCIAL MEDIA

Non accettate mai l’amicizia di persone che non conoscete personalmente o di cui non sapete nulla: potrebbe trattarsi di qualcuno che vuole acquisire informazioni su di voi. Dove possibile – e su Facebook è possibile – dividete i vostri amici in liste in modo che solo gli amici più stretti possano vedere tutto quello che condividete. E impostate sempre il livello di privacy adatto a quello che condividete.

WIFI PUBBLICI

Evitate di collegarvi a reti wifi pubbliche o in locali e ristoranti: non è possibile sapere se chi è connesso alla medesima rete sta sfruttando l’occasione per accedere al vostro dispositivo.

ANTIMALWARE E ANTIVIRUS

Ricordatevi d’installare sempre un antivirus aggiornato sul vostro computer. La cosa importante è aggiornarlo continuamente, solo così potete sempre essere protetti. Installate inoltre un programma che possa individuare software e malware malevoli. Anche in questo caso, scansionate e aggiornate spesso il computer.

Il futuro potrebbe essere meno soggetto a malware grazie agli antivirus integrati nei processori

Grazie ad un progetto, denominato “Practical Hardware-Assisted Always-On Malware Detection”, che permetterà di modificare la CPU di un pc integrando funzionalità per la verifica di eventuali anomalie che si possono riscontrare quando si avvia un software.

Ovviamente un rilevamento hardware non sarà preciso al 100% ma sarà lui ad individuare inizialmente eventuali malware, segnalando poi una richiesta precisa ad un software che di conseguenza analizzerà il programma e deciderà se è effettivamente infetto oppure no.

Il software svolgerà l’azione in maniera più veloce poiché indirizzato dall’hardware. Qualora il progetto dovesse andare a buon fine, sicuramente verrà sviluppato anche nel mondo mobile.

 

Cisco e Pure Storage scommettono sui data center

Si rafforza  la partnership tra Cisco e Pure Storage in relazione al portafoglio FlashStack Converged Infrastructure con relativo accrescimento delle soluzioni disponibili.

“Pensiamo di poter  aggredire l’80% del mercato grazie a questa partnership – afferma Ben Savage, capo delle alleanze per l’Emea e del canale di Pure Storage” grazie alla posizione dell’azienda di Mountain View rafforzata da Gartner ormai leader da tre anni  nel campo  degli array a stato solido.

Confermano la leadership di Pure Storage i 900 clienti in circa 30 paesi in tutto il mondo, merito  anche alla perspicacia di proporre una soluzione fondata su stato solido verso il quale ormai tutti i data center si stanno avvicinando.

La duttilità della tecnologia, infatti, si coniuga perfettamente con le diverse richieste di tendenze dei data center: dalla complessità delle esigenze all’incremento del numero dei clienti. FlashStack quindi si rivela una perfetta piattaforma di potenziamento per workload It eterogenei.

Pure Storage è stato scelto già da parecchio tempo da Cisco come primo partner per tutte le soluzioni di storage a stato solido in modo da poter garantire un’application delivery agile, efficiente ed altamente sicura con un veloce accesso alle informazioni.”

Il tris composto dall’infrastruttura Storage FlashStack ,Cisco Unified Computing System e storage Pure con l’aggiunta eventualmente di Cisco Nexus e dell’immancabile Vmware, dunque, si rivela l’offerta ideale su cui puntare per le reali esigenze dei data center.

Si aggiunge ora alla famiglia Pure Storage FlashArray//m (10-20-50-70, diversi a seconda della capacità),  il FlashStack Mini, una nuova soluzione ideata per portare le stesse performance in ambito filiali o Pmi.

Pure Storage:  canale limitato ma buono

Infine Cisco Validated Design per FlashStack è una  Soluzione ideata  per un specifico ambiente applicativo, una specie di pacchetto chiavi in mano assicurato da Cisco che può prevedere VMWare Horizon per deployment fino a 5.000  postazioni oltre ad Oracle Database 12c con Oracle Real Application Cluster. In ogni caso  i FlashStack sono comunque resi disponibili da Pure Storage per gli ambienti applicativi standard, da Microsoft a Sap.

L’endorsement di Cisco giunge anche dal Sales Leader for Infrastructure Architecture in Cisco Italia Alberto Degradi: “Pure Storage è il partner nel nome della converged infrastructure – afferma il manager – e, in particolare in Italia, considero il portafoglio di soluzioni particolarmente interessante nell’ambito della Pubblica Amministrazione, oltre che al Finance, settore in cui siamo già presenti con progetti rilevanti”.

Il portafoglio di soluzioni integrate Pure Storage/Cisco saranno disponibili solo tramite il classico canale 2-tier, ed è comunque necessaria una particolare certificazione. “In Italia lavoriamo con tre distributori, Computer Gross, Systematika e Arrow – spiega Savage – e pensiamo ci sia spazio per circa 5/6 rivenditori vista la particolarità delle soluzioni e la necessità di non saturare il mercato”.

Sap e General Electric si alleano: IoT industriale

L’accordo annunciato in questi giorni tra  General Electric e Sap guarda all’ IoT industriale .

Riguarda un intesa tecnologica che vede le due aziende condividere l’una la propria Sap Hana Cloud Platform e l’altra il proprio sistema operativo Predix, la piattaforma per la raccolta di tutti i dati dalle macchine industriali, a cui si aggiungono anche diversi elementi di collaborazione nell’ambito dell’asset management.

Industrial IoT:  si comincia da oil & gas

Il primo settore selezionato verso il quale General Electric e  Sap orienteranno i propri sforzi comuni è quello dell’oil and gas: infatti l’idea è quella di condividere le informazioni e i dati lungo le filiere di tutti i processi, una visione definita da entrambe le aziende “Things to Outcome”, cioè “dalle cose ai risultati”.
Entrambe le società fanno parte dell’Industrial Internet Consortium (IIC), la rete internazionale di università e di aziende , che s’impegna a coordinare e fissare le tecnologie abilitanti dell’Industrial Internet e le priorità in tutti i settori, incluso il manufacturing.
Ricordiamo fra l’altro che nel mese di luglio su Predix, General Electric ha stipulato una importante collaborazione con Microsoft, in modo da utilizzare Azure per l’abilitazione in cloud della piattaforma. L’accordo con Sap sarebbe dunque complementare a quello esistente con Microsoft.

Download fino a 5 Gbps col Modem 5G Snapdragon X50

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Si chiama Snapdragon X50 il modem 5G presentato da Qualcomm, i primi modelli saranno realizzati a metà del 2017 e disponibili all’inizio del 2018. Il banco di prova per questa nuova tecnologia in 5G, sarà durante le Olimpiadi Invernali del 2018 che si terranno in Corea del Sud.

Progettato per lavorare in principio solo a onde millimetriche il modem consente la Carrier Aggregation 8×100 MHz, che permetterà l’accesso a 800 MHz invece degli attuali 80 MHz del modem LTE Snapdragon X16. Tutta questa larghezza di banda extra dovrebbe garantire una velocità teorica di download fino a 5 Gbps.

Purtroppo l’uso di lunghezze d’onda elevate ha un lato negativo, ossia la loro limitata espansione e copertura. Qualcomm ha il proposito di limitare questi problemi usando tante piccole antenne Multiple-Input Multiple-Output e tecnologie adaptive beamforming ebeam tracking, avvalendosi principalmente del rimbalzo del segnale sulle superfici per aumentare cosi la copertura e aggirare angoli e ostacoli. Secondo Qualcomm, grazie alle dimensioni inferiori, è possibile usare un insieme di 16, 24 o 32 antenne 5G al posto di un’antenna 4G.

Il modem 5G di Qualcomm sarà abbinato a due nuovi ricetrasmettitori a onda millimetrica SDR051 e un chip di gestione energetica PMX50 per supportare soluzioni wireless fisse o futuri dispositivi mobile.

Siccome supporta solo frequenze in onda millimetrica, il modem deve essere abbinato a un chip LTE supplementare per garantire voce e upload dati, e per consentire a seconda della copertura il passaggio senza problemi tra reti 4G e 5G. In sostanza il modem non sarà integrato in un chip Qualcomm e quindi i primi terminali 5G potrebbero avere due modem per la connettività.

Ovviamente l’obiettivo finale di Qualcomm è quello di integrare il modem 5G direttamente nei processori Snapdragon e consentire quindi un passaggio naturale tra le varie tecnologie di rete. Chiaramente prima per arrivare a quel punto e quindi considerare le reti 5G come soluzioni di riferimento ci sarà molta strada da fare.

[Tutorial] Scopri come velocizzare Edge su Windows 10

Ultimamente Microsoft ha inserito una nuova opzione chiamata TCP Fast Open, la quale diminuisce il tempo di caricamento di una pagina web di una percentuale che da dal 10 e arriva al 40%, in base al device utilizzato. TCP Fast Open è un’estensione del protocollo TCP che permette lo scambio di dati durante l’handshake introduttivo del TCP:  abilitando questo protocollo si può quindi velocizzare la navigazione.
Di seguito le istruzioni:
  1. Apri una nuova scheda su Microsoft Edge e digita “about:flags” nella barra degli indirizzi e premi “Invio”;
  2. Scorri l’elenco ed individua la sezione “Rete”: metti il segno della spunta sulla voce “Abilita TCP Fast Open” e  poi su ;

 

come velocizzare edge

Grazie a questa prima modifica potrai navigare più velocemente: essa permette infatti di poter elaborare più richieste contemporaneamente al sito web in apertura, accorciando in questo modo i tempi di circa il 40% (ovviamente linea ADSL permettendo),  mentre con la seconda avrai abilitato così il supporto al nuovo Codec Video.

Da sottolineare infine che tutto questo è funzionante unicamente con la versione di Windows 10 Anniversay Update.

Attacco DDoS ai DNS: cosa è accaduto e cosa c’è da conoscere

Ecco cosa è accaduto durante il pomeriggio di venerdì 21 Ottobre 2016 : parecchi tra i più famosi servizi Internet e siti, da Spotify a Twitter, da New York Times a Financial Times, da Reddit a eBay, per alcune ore sono risultati irraggiungibili a causa di un compatto attacco di modello DDoS (Distributed Denial of Service) carico di Dyn, società americana che gestisce i DNS, dando servizi di analisi del traffico in tempo reale .

Tale attacco è stato concepito mandando milioni di richieste contemporaneamente, in modo da generare un sovraccarico difficilissimo da gestire, che ha quindi consumato le risorse del sistema. Tutto ciò è stato possibile utilizzando una botnet formata non solo da personal computer, ma anche da periferiche e da quell’ infinità di apparati connessi alla rete e non correttamente protetti.

Server DNS sotto attacco, non un sito

A differenza di molti altri attacchi DDoS di cui negli anni passati abbiamo avuto già modo di parlare, la grande differenza è che in questo caso si va ad intaccare la società che gestisce i DNS e non il singolo sito: in questo modo chi ha perpetrato l’attacco ha avuto la sicurezza di una pervasività notevolmente maggiore.

Due lezioni da imparare, tra ridondanza e IoT

Da quanto è successo ci sono però almeno un paio di lezioni da cui imparare.
La prima è che l’argomento della sicurezza nell’ambito IoT non è giustamente trattato.
La seconda, più concreta, è che al giorno d’oggi è sempre più necessario avere una infrastruttura ridondante: di certo non è un caso che i siti che non hanno subito interruzioni del servizio i siti che di fianco ai server DNS di Dyn ne hanno associato altri gestiti da altri provider.

Da quanto accaduto ci sono tuttavia almeno un paio di lezioni da trarre.
La prima è che il tema della sicurezza nell’ambito IoT non è adeguatamente affrontata.
La seconda, più concreta, è che al giorno d’oggi è necessario dotarsi di una infrastruttura ridondante: basti pensare che i siti dove i server DNS di Dyn erano implementati con altri gestiti da altri provider non hanno avuto alcuna interruzioni del servizio.

È palese che questo aggiunge costi e complessità, ma alla luce dell’attacco sopra menzionato è evidente che ora la diversità architetturale e geografica diventa un’opzione irrinunciabile.

Il parere di Akamai, che ha lavorato con Dyn per risolvere quanto è successo, è che è più facile pensare alla ridondanza che a rendere concretamente protetto tutto quanto ruota attorno all’ IoT . Termostati, webcam, e persino i baby-monitor (apparecchi di sorveglianza da remoto per neonati ), sono tutti apparati connessi alla rete ai quali non sono state installate alcune protezioni, fosse anche solo una password per l’accesso.
Quindi, visto che questo tipo di attacchi è diventato il “new normal”, è necessario che le aziende inizino ad adoperarsi per rispondervi nel modo adeguato.